Un ritratto di Mattia Corvino, re d'Ungheria

Se c'è un re nella storia d'Ungheria che concentra l'amore del popolo, l'ammirazione degli storici e l'aura del mito, quello è Mattia Corvino. I suoi nemici lo chiamarono re incolto per la sua origine fuori dalle grandi case dinastiche europee, ma questo figlio di un reggente d'Ungheria divenne il mecenate del Rinascimento più brillante dell'Europa centrale e il monarca ungherese più amato di tutti i tempi.

Chi fu Mattia Corvino?

Mattia Corvino nacque il 23 febbraio 1443 a Cluj-Napoca (nell'attuale Romania, allora parte del regno d'Ungheria) con il nome di Mátyás Hunyadi. Era il secondo figlio di János Hunyadi, il grande eroe militare e reggente d'Ungheria che aveva difeso il regno dagli ottomani, e di Elisabetta Szilágyi, di una potente famiglia nobile della Transilvania. Il soprannome Corvino —dal latino corvus, corvo— fa riferimento al corvo nero con un anello dorato nel becco che compare nello stemma della famiglia Hunyadi, simbolo che Mattia adottò come nome umanistico nella tradizione rinascimentale.

Un'incoronazione di leggenda: il re eletto sul ghiaccio

Quando il re Ladislao V d'Ungheria morì improvvisamente nel 1457, il regno rimase senza re. La nobiltà scelse il giovane Mattia, che aveva appena quindici anni ed era prigioniero a Praga. Il 24 gennaio 1458, una folla si radunò sul Danubio ghiacciato di fronte a Buda e lo acclamò re. Suo zio Mihály Szilágyi negoziò la sua liberazione da Praga e fece da reggente del regno nei primi mesi. L'incoronazione ufficiale con la corona di Santo Stefano non arrivò fino al 1464, ma Mattia governò con piena autorità sin dal primo momento.

L'Esercito Nero: la prima forza militare professionale d'Europa

Mattia non fu solo un mecenate: fu anche un brillante comandante militare. Creò il leggendario Esercito Nero d'Ungheria (Fekete sereg), una delle prime forze militari professionali e permanenti d'Europa, composta principalmente da mercenari cechi che sino ad allora seminavano il caos nell'Alta Ungheria. Con questo esercito conquistò Moravia, Slesia, fu riconosciuto re di Boemia e Croazia dal papa, e prese la stessa Vienna nel 1485. Il conflitto con l'imperatore Federico III del Sacro Romano Impero culminò con il Ducato d'Austria sotto controllo ungherese nel 1487. L'Esercito Nero dimostrò che il regno d'Ungheria poteva essere una potenza militare moderna.

Mattia e Vlad Dracula: l'alleanza più strana del XV secolo

Uno degli episodi più affascinanti del regno di Mattia è il suo rapporto con Vlad III di Valacchia, noto nella storia come Vlad l'Impalatore e ispiratore della leggenda di Dracula. Mattia tenne Vlad III prigioniero in Ungheria per più di dodici anni (1462–1475), probabilmente nella fortezza di Visegrád. Dopo la sua liberazione, Vlad divenne alleato di Mattia nella lotta contro gli ottomani. Il rapporto tra il re rinascimentale e il guerriero brutale è uno dei capitoli più straordinari della storia dell'Europa dell'Est.

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Il Rinascimento ungherese: Buda come capitale culturale d'Europa

Il lascito più duraturo di Mattia fu culturale. Affascinato dall'umanesimo italiano, portò in Ungheria artisti, filosofi e scrittori da tutta Europa. Il filosofo fiorentino Marsilio Ficino mantenne una corrispondenza con lui e gli dedicò opere di filosofia neoplatonica. L'umanista italiano Antonio Bonfini scrisse alla sua corte le Rerum Ungaricarum Decades, la grande cronaca latina della storia ungherese. Mattia trasformò il Palazzo Reale di Buda in una residenza rinascimentale al livello delle migliori corti italiane, e rafforzò l'economia consolidando il fiorino ungherese come una delle valute più stabili d'Europa. La sua opera più straordinaria fu la Bibliotheca Corviniana: una collezione di 2.000–3.000 manoscritti miniati, la seconda più grande al mondo all'epoca dopo la biblioteca Vaticana. L'UNESCO li cataloga oggi come Patrimonio della Memoria del Mondo.

«Morì il re Mattia, se ne andò la giustizia»

In ungherese esiste il detto «Meghalt Mátyás király, oda az igazság»: «Morì il re Mattia, se ne andò la giustizia». Questa frase popolare riassume l'immagine che il popolo ungherese ha di Mattia: un re che bilanciava il potere della nobiltà, combatteva la corruzione e si preoccupava dei più deboli. Le leggende lo ritraggono mentre viaggiava in incognito per il paese per vedere come viveva il suo popolo. Mattia morì nell'aprile 1490 a Vienna, senza erede legittimo —il figlio naturale Giovanni Corvino non fu accettato dalla nobiltà—, e il regno d'Ungheria entrò in un periodo di debolezza che portò, decenni dopo, alla catastrofe di Mohács.

Dove trovare il lascito di Mattia Corvino a Budapest

  • Il Palazzo Reale di Buda, che ospita oggi il Museo di Storia di Budapest e la Galleria Nazionale Ungherese, sorge sulle fondamenta del palazzo rinascimentale di Mattia. Nella cripta archeologica si trovano resti della costruzione originale.
  • La Chiesa di Mattia (Mátyás-templom), al Bastione dei Pescatori, deve il suo nome al re: fu lui ad ampliarla e decorarla, e in essa celebrò le sue due nozze.
  • La Fontana di Mattia, una scultura monumentale nel cortile del Palazzo Reale, rappresenta la leggenda del re cacciatore che si innamora di una contadina di nome Ilonka.

Domande frequenti su Mattia Corvino

Perché Mattia Corvino si chiama «Corvino»?

Il soprannome deriva dal latino corvus (corvo), l'uccello dello stemma familiare degli Hunyadi. Lo stemma mostra un corvo nero con un anello dorato nel becco. Mattia adottò il cognome latinizzato Corvinus come nome umanistico, nella tradizione rinascimentale.

Mattia Corvino conquistò Vienna?

Sì. Nel 1485, dopo anni di conflitto con l'imperatore Federico III del Sacro Romano Impero, l'Esercito Nero prese Vienna e nel 1487 Mattia ottenne il titolo di duca d'Austria. Mattia vi stabilì la sua corte e vi morì nell'aprile 1490.

Che cos'è la Bibliotheca Corviniana?

Fu la biblioteca personale del re Mattia, con 2.000–3.000 manoscritti miniati provenienti da tutta Europa. Era la seconda biblioteca più grande dell'epoca, dopo quella Vaticana. Quando gli ottomani presero Buda nel 1541, i manoscritti si dispersero. Oggi sono catalogati dall'UNESCO come Memoria del Mondo.

Mattia Corvino aveva un legame con Vlad Dracula?

Sì. Vlad III di Valacchia (Vlad l'Impalatore, l'ispiratore del vampiro Dracula) fu prigioniero di Mattia per più di dodici anni in Ungheria. Mattia aveva bisogno di un alleato in Valacchia per contenere gli ottomani. Dopo la sua liberazione, i due collaborarono militarmente fino alla morte di Vlad nel 1477.

In cosa differisce Mattia Corvino da Santo Stefano d'Ungheria?

Santo Stefano fu il fondatore dello Stato ungherese nell'anno 1000, il re che creò le istituzioni di base del regno. Mattia Corvino arrivò 450 anni dopo ed è ricordato come il re che trasformò l'Ungheria in una potenza rinascimentale. Se Stefano costruì la nazione, Mattia la portò al suo massimo splendore culturale e militare.

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Un'immagine di Luz, autrice del nostro blog di Donfreetour
Luz María Granado, Donfreetour
Sono Luz María, guida turistica ufficiale a Budapest e fondatrice di Donfreetour. Da oltre 7 anni accompagno viaggiatori da tutto il mondo alla scoperta della storia, dell'arte e delle curiosità di questa città che mi ha conquistata fin dal primo giorno.
Una foto del escudo de armas de Hungría
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