Camminare per Budapest significa camminare tra statue, monumenti ed edifici che raccontano storie straordinarie. Per far sì che quelle storie prendano vita, bisogna conoscere i protagonisti. Questa guida percorre i personaggi storici dell'Ungheria più importanti —i famosi ungheresi che fondarono, difesero e trasformarono il regno— dai condottieri che conquistarono la pianura pannonica agli eroi del XX secolo.
Árpád: il condottiero che conquistò il territorio ungherese
Árpád (c. 845–907) guidò la conquista del territorio ungherese nota in ungherese come honfoglalás. Intorno all'895, le tribù magiare attraversarono i Carpazi e si insediarono nella pianura pannonica. Árpád non fondò uno Stato in senso moderno, ma diede origine alla dinastia Árpád, che avrebbe governato il regno d'Ungheria per più di quattrocento anni. La sua statua più imponente si trova in Piazza degli Eroi a Budapest, il monumento più rappresentativo della memoria storica ungherese.
Santo Stefano I: il fondatore del regno cristiano
Santo Stefano I (975–1038) è il personaggio più importante della storia ungherese. Incoronato primo re d'Ungheria il giorno di Natale dell'anno 1000 con una corona inviata da papa Silvestro II, costruì lo Stato ungherese da zero: divise il territorio in contee, istituì diocesi, redasse le prime leggi e ordinò la costruzione di chiese in tutto il regno. La corona di Santo Stefano divenne il simbolo più sacro della nazione ungherese. La sua festa nazionale, il 20 agosto, è la celebrazione più importante dell'Ungheria. Scopri la storia completa di Santo Stefano d'Ungheria.
Béla IV: il re che ricostruì l'Ungheria dopo l'invasione mongola
Béla IV (1206–1270) passò alla storia come il «secondo fondatore» del regno d'Ungheria. Nel 1241, i Mongoli devastarono il paese e distrussero intere città. Béla tornò dall'esilio e ricostruì il regno da cima a fondo, ordinando la costruzione di castelli di pietra, tra cui il primo nucleo del Castello di Buda, per resistere a future invasioni. La sua visione trasformò per sempre l'architettura difensiva del nord dell'Ungheria.
János Hunyadi: il grande difensore contro gli ottomani
János Hunyadi (c. 1407–1456) fu il militare più brillante dell'Ungheria medievale e reggente d'Ungheria dal 1446. Per decenni fu il principale baluardo cristiano contro l'avanzata dell'esercito ottomano. La sua impresa più celebre fu la Battaglia di Belgrado del 1456: quando Maometto II —lo stesso sultano che aveva conquistato Costantinopoli settimane prima— attaccò la fortezza con un potente esercito ottomano, Hunyadi organizzò una resistenza eroica e lo sconfisse, salvando il regno d'Ungheria dalla conquista. Morì di peste quello stesso anno. È il padre di Mattia Corvino e uno dei famosi ungheresi più venerati della storia.
{{ bannercta }}Mattia Corvino: il re del Rinascimento ungherese
Mattia Corvino (1443–1490) —il cui vero nome era Mátyás Hunyadi— è il re più amato della storia d'Ungheria. Eletto re a quindici anni sul Danubio ghiacciato, trasformò Buda in un centro del Rinascimento europeo. Creò il leggendario Esercito Nero d'Ungheria (Fekete sereg), formato principalmente da mercenari cechi che sino ad allora seminavano il caos nell'Alta Ungheria, e con esso conquistò Moravia, Slesia e fu riconosciuto re di Boemia dal papa. Prese la stessa Vienna nel 1485. Riformò l'economia consolidando il fiorino ungherese, radunò la celebre Bibliotheca Corviniana e accolse a corte umanisti come il cronista italiano Antonio Bonfini. Il detto «Morì il re Mattia, se ne andò la giustizia» riassume l'affetto del popolo ungherese verso di lui. Leggi l'articolo completo su Mattia Corvino.
István Széchenyi: «il più grande degli ungheresi»
István Széchenyi (1791–1860) fu il grande modernizzatore del XIX secolo. Promosse la costruzione del Ponte delle Catene, fondò l'Accademia delle Scienze Ungherese e diede impulso alle ferrovie e alla navigazione sul Danubio. La sua statua sovrasta il lungodanubio, di fronte al ponte che fece costruire.
Sándor Petőfi: il poeta della rivoluzione del 1848
Sándor Petőfi (1823–1849) è il poeta nazionale dell'Ungheria. Il 15 marzo 1848, sui gradini del Museo Nazionale di Budapest, recitò il suo Canto nazionale davanti a una folla esaltata, dando il via alla Rivoluzione ungherese. Morì in battaglia a soli 26 anni. Il 15 marzo è oggi festa nazionale in suo onore.
Lajos Kossuth: il leader che sognava l'indipendenza
Lajos Kossuth (1802–1894) fu il grande leader politico della Rivoluzione del 1848. Avvocato, giornalista e brillante oratore, guidò il governo provvisorio ungherese e proclamò l'indipendenza dell'Ungheria dall'Impero asburgico nell'aprile 1849. La rivoluzione fu repressa con l'aiuto russo e Kossuth andò in esilio per sempre. Oggi la piazza che ospita il Parlamento di Budapest porta il suo nome: Kossuth Lajos tér.
Francesco Giuseppe I e Sissi: il Compromesso del 1867 e l'età dell'oro
Francesco Giuseppe I (1830–1916) firmò il Compromesso del 1867 che creò la Monarchia Austro-Ungarica. Sotto il suo regno Budapest visse la sua età dell'oro: vennero costruiti il Parlamento, l'Opera, i grandi viali e la prima metropolitana continentale d'Europa. La moglie, l'imperatrice Elisabeth (Sissi) (1837–1898), aveva un affetto speciale per l'Ungheria e imparò l'ungherese. Il Palazzo di Gödöllő, vicino a Budapest, fu la sua residenza preferita.
Franz Liszt: il genio musicale ungherese che conquistò l'Europa
Franz Liszt (1811–1886) fu il pianista e compositore più celebre della sua epoca. Nato in Ungheria, fondò l'Accademia di Musica di Budapest, che oggi porta il suo nome, e compose le famose Rapsodie Ungheresi. La sua statua si trova di fronte all'Opera di Budapest.
Imre Nagy: il martire della Rivoluzione del 1956
Imre Nagy (1896–1958) fu il primo ministro che guidò la Rivoluzione ungherese del 1956, il più importante sollevamento popolare del blocco comunista prima della caduta del muro. Fu giustiziato nel 1958 e riabilitato con onori nel 1989. La sua statua di fronte al Parlamento lo mostra in piedi su un ponte, con lo sguardo rivolto verso il potere che lo condannò.
Raoul Wallenberg: il diplomatico che salvò migliaia di vite a Budapest
Raoul Wallenberg (1912–scomparso 1947) salvò tra 20.000 e 100.000 persone durante la deportazione degli ebrei di Budapest nel 1944, emettendo passaporti di protezione svedesi. Fu arrestato dai sovietici alla fine della guerra e non fece mai ritorno. A Budapest c'è una via e un monumento in sua memoria.
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